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Camoscio appenninico

(Rupicapra pyrenaica ornata)

Negli anni '90 del secolo scorso, la presenza di un'unica popolazione di camoscio, assestata in un'area di esigue dimensioni all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, e soprattutto poco diversificata da un punto di vista genetico a causa della prolungata permanenza a bassa densità, esponeva questa sottospecie al rischio di estinzione in caso di drastici cambiamenti ambientali o eventi epidemici.
Sulla base di queste considerazioni sia lo specifico Piano d'azione per la sottofamiglia delle Caprinae redatto dallo IUCN/SSC Caprinae Specialist Group, sia il Piano d'azione nazionale per il Camoscio appenninico, indicano come misura prioritaria di conservazione per questa sottospecie il raggiungimento di una consistenza complessiva superiore a 1.000 individui, suddivisi in 5 popolazioni distinte.
Un programma di re-introduzione della specie è stato svolto nell'ambito di diversi progetti progetti Life Natura: 02NAT/IT/8538 "Conservazione di Rupicapra pyrenaica ornata nell'Appennino Centrale", 97 NAT/IT/4143 "Conservazione di Rupicapra ornata nel Gran Sasso", 09NAT/IT/000183 "Development of coordinated protection measures for Apennine Chamois (Rupicapra pyrenaica ornata). Attualmente la popolazione presente nel Parco viene indicata in circa 400/420 individui.

Camoscio appenninico
 
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